19 marzo, San Giuseppe
19 MARZO, 2024

Patrono della Chiesa – Festa del Papà
“Giuseppe… non temere. E tu lo chiamerai Gesù” (cf Mt 1, 19-21).

Cosa ha da dire alla nostra fede, oggi, la festa di san Giuseppe, il padre putativo di Gesù, lo sposo della vergine Maria, il patrono della Chiesa e il simbolo di tutti i papà del mondo?
Credo molto, se consideriamo che viviamo una profonda eclissi dei padri, significata nel non volere più figli, nel trascurare la cura della famiglia, insieme a una crescente diserzione degli uomini dalla vita della Chiesa.

Dunque, occorre ricentrarsi sulla figura di san Giuseppe.
Può aiutarci la tenera immagine della Natività di G.B. Tiepolo (1732), nella quale Gesù, il Figlio di Dio e Figlio dell’Uomo, non è nel giaciglio di paglia, non è in braccio a Maria che guarda verso il Cielo, ma sulle ginocchia di Giuseppe.

San Paolo, nella Lettera agli Efesini, ci ricorda che “ogni paternità, ogni discendenza sulla terra ha origine da Dio Padre” (cf Ef 3, 14.15).
La paternità è una benedizione di Dio.
L’esercizio della paternità una benedizione per l’avvenire del mondo.
Ogni paternità: non solo i “padri biologici”, ma anche quelli spirituali o quelli che esprimono una paternità mediante la loro responsabilità in politica, nel sociale, nei ruoli dirigenziali o educativi.

La crisi d’amore vigente non sta risparmiando certo i padri.
Quante paternità sono scadenti, fragili, dubitative, rigettanti.
E quanto bisogno di padri ha questo nostro tempo, sempre più espressione di figli orfani di futuro.

Da anni, con vari progetti dedicati alla leadership di servizio – un esempio è il progetto AnimAzione – incoraggio chi ha responsabilità generative a prendersi cura delle nuove generazioni, a metterle “sulle ginocchia” – come nell’immagine del Tiepolo – perché i nostri “figli” siano presto i nostri piedi, le nostre mani, la prosecuzione del nostro cammino, un cammino migliore di quello che siamo riusciti fin qui a produrre.

Per esperimentare una paternità vera, piena, abbiamo bisogno dell’amore del Padre, più grande di ogni limite umano, più forte di ogni paura.
“Giuseppe…. non avere timore” (cf Mt 1, 19), rivela l’angelo allo sposo di Maria.
Non dobbiamo avere paura della volontà di Dio.
Non possiamo non abbracciare la vita che nasce.
Non possiamo in alcun modo accettare di stare dalla parte della morte, di rifiutare la vita: quanto è accaduto in Francia, esattamente 15 giorni fa con l’inserimento del “diritto all’aborto” nella Costituzione, grida davanti a Dio!

“E tu lo chiamerai Gesù” (cf Mt 1, 21).
Gesù non può rimanere anonimo. Ha bisogno di essere chiamato per nome, dunque generato ogni giorno. Così Giuseppe. Così anche noi.
Gesù non può passare inosservato. Dirà un giorno: “Chi vede me vede il Padre” (cf Gv 14, 9).
Dunque, la nostra fede, come quella di San Giuseppe, ogni giorno salva Gesù dagli Erode della storia che non vogliono vedere e far vedere Gesù.

Auguri al Papa: San Giuseppe è anche il Patrono della Chiesa.
Senza figli scarseggeranno le vocazioni.
La Chiesa soffre la mancanza di uomini disponibili a servirla e farla crescere: Gesù non può rimanere bambino, deve crescere, deve esercitare l’autorità paterna del Padre!

Auguri a tutti i Papà.
Al mio, che è in cielo, il ricordo grato nell’Eucarestia del tanto bene che ha fatto e che ho ricevuto.

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