3 Domenica di Avvento 2023

17 DICEMBRE, 2023

“𝑁𝑜𝑛 𝑠𝑝𝑒𝑔𝑛𝑒𝑡𝑒 𝑙𝑜 𝑆𝑝𝑖𝑟𝑖𝑡𝑜, 𝑛𝑜𝑛 𝑑𝑖𝑠𝑝𝑟𝑒𝑧𝑧𝑎𝑡𝑒 𝑙𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑒𝑧𝑖𝑒”
(Prima Lettera di san Paolo ai Tessalonicesi 5, 19-20)
Oggi vogliamo enfatizzare il valore grande della profezia, nel giorno in cui la Liturgia, in più modi, ne esprime la continua esistenza e necessità nella vita della Chiesa.
Uno scritto di Sant’Agostino è illuminante per noi: “𝐼𝑙 𝑏𝑢𝑜𝑛 𝑐𝑟𝑖𝑠𝑡𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑜𝑣𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑖 𝑚𝑎𝑡𝑒𝑚𝑎𝑡𝑖𝑐𝑖 𝑒 𝑎 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑓𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑣𝑢𝑜𝑡𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑒𝑧𝑖𝑒. 𝐼𝑙 𝑝𝑒𝑟𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑔𝑖𝑎̀ 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒, 𝑝𝑜𝑖𝑐ℎ𝑒́ 𝑖 𝑚𝑎𝑡𝑒𝑚𝑎𝑡𝑖𝑐𝑖 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑢𝑛 𝑝𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑑𝑖𝑎𝑣𝑜𝑙𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑜𝑠𝑐𝑢𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑜 𝑠𝑝𝑖𝑟𝑖𝑡𝑜 𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑖𝑛𝑎𝑟𝑒 𝑙’𝑢𝑜𝑚𝑜 𝑎𝑑 𝑢𝑛 𝑙𝑒𝑔𝑎𝑚𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑙’𝑖𝑛𝑓𝑒𝑟𝑛𝑜.”
Per “matematico”, Sant’Agostino intende tutti coloro che confidano nel potere della scienza più che nel potere della fede, pensando di poterne fare a meno.
Con il Natale di Gesù e con l’avvento del Messia, non solo tutte le profezie sono portate a compimento, ma si inaugura una nuova era, nella quale lo Spirito Santo rende “profeti di Gesù” tutti i suoi fedeli e discepoli.
Sì, siamo profeti! Prepariamo anche noi, come il Battista, ogni venuta/ritorno di Gesù.
Quante “vuote profezie” circolano, che non salvano, che non allungano la vita, che non la rendono felice (questo il senso agostiniano dell’“inferno”).
E quanto bisogno di verità, di profezia che illumini di senso, di sogni e di visioni di bene il mondo, si registra in un tempo che “oscura lo spirito”.
I profeti hanno sempre avuto vita difficile.
Guardate la fine del Battista.
Guardate la fine di Gesù, Parola di verità crocifissa, messa a morte dal primato delle leggi.
Guardate la fine degli Apostoli, martiri di una predicazione fedele al Vangelo, che era stato loro rivelato da Gesù.
Guardate la fine dei battezzati di ogni epoca, quando hanno difeso la profezia del Cristianesimo, come fonte di vera salvezza per ogni uomo, e hanno subito e subiscono ogni forma di martirio fisico, morale, culturale, sociale.
Più si taglia la testa a un profeta e più lo Spirito Santo ne fa sorgere di nuovi!
La Chiesa si fonda sulla Parola rivelata dai Profeti, sulla Parola annunciata dal suo Signore Gesù e sulla Tradizione Cristiana, che ha determinato quello che chiamiamo “Magistero”, compostosi lungo i secoli.
Senza la profezia la Chiesa è moribonda.
Lo Spirito Santo, “che ha parlato per mezzo dei profeti” (come professiamo nel Credo Niceno-Costantinopolitano), continua a suscitare Profeti e Carismi di Profezia, che rinnovano, edificano e contribuiscono all’espansione della Chiesa (le Lettere di San Paolo ai Corinti, ai Romani e agli Efesini; il Concilio Vaticano II, con la Costituzione “Lumen Gentium”, ci ricordano questa verità fondamentale).
Il richiamo della frase di san Paolo, posta in epigrafe, ci dice che, purtroppo, le profezie sono disprezzate proprio nella Chiesa, tra i credenti, che, per dono battesimale, sono costituiti “profeti”.
Il mondo rifiuterà sempre lo Spirito di profezia; la comunità non può rifiutare lo Spirito Santo, che con doni carismatici la anima e la rende missionaria.
Penso poi al grande dono che il Rinnovamento è chiamato a rappresentare, perché non si esaurisca la carica profetica e carismatica che per oltre 50 anni lo ha reso “un segno dei tempi”.
Viviamo questo Tempo di Avvento 2023.
Una nuova avventura di stupore, di responsabilità per la Verità che nasce, per Gesù, la Profezia che non muore.
Accendiamo la terza delle 4 candele della 𝐶𝑜𝑟𝑜𝑛𝑎 𝑑’𝐴𝑣𝑣𝑒𝑛𝑡𝑜, quella che la tradizione chiama “dei pastori“, gli emarginati dal consesso civile, che per primi videro, omaggiarono, adorarono e profetarono la nascita del Signore Gesù.
Rispetto alle altre tre candele, color viola, questa dovrebbe essere color rosa, a simboleggiare la gioia, come del resto è nel titolo “Gaudete” con cui si denomina la Terza Domenica di Avvento.
Siamo uomini e donne dell’attesa gioiosa, di una gioia che non si stanca; uomini e donne che sono disposti/e a lasciarsi stupire da un Bambino,
nuovo destino di Verità.
E sarà 𝐍𝐚𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐆𝐞𝐬𝐮̀!

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