Appunti a supporto della relazione

MAGGIO, 2021

43^ Convocazione Nazionale 2021

Sul cuore e sulla vita nuova

“Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne” (Ezechiele 36, 26).

“Il cuore è ingannevole e malvagio più d’ogni altra cosa è insanabilmente maligno; chi lo conoscerà?” (libro di Geremia 17:9)

Gesù (in Mc 7) propone la cardiognosi: conoscenza del cuore, di cosa si annida nel cuore.

Conosci te stesso? Tu vali quanto vale il tuo cuore!

Susanna Tamaro: “va dove ti porta il cuore”. Ma la direzione la dà lo Spirito e cosa c’è nel cuore?

L’uomo, senza lo Spirito, ha un cuore malvagio, ingannevole, folle, che “partorisce” disegni insani. Era ed è quindi necessaria una trasformazione, una rigenerazione che non è operabile dall’uomo, ma è precisa promessa di Dio per chiunque crede in Lui:

Perché NUOVO? perché finalmente deve ospitare Dio.

Nuovo è causa ed effetto

Chi lo fa nuovo? Lo Spirito
Causa: perché sia di Dio
Effetto: perché Dio si accasi

Non rinnovi casa se non la abiti; e non ne vuoi una nuova se quella che hai non ti sta stretta.

Una vita nuova

Nel libro dell’Apocalisse: “Ecco Io sto alla porta e busso: se uno ascolta la mia voce ed apre la porta io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me” (3, 20).

In questo caso a bussare è lo Spirito Santo
Ma non da fuori, ma da dentro.

“Ti dispiace se diventiamo chiesa in uscita?”
“Ti dispiace se esco dal tuo cuore e ti porto con me ad evangelizzare?”

Tre azioni dello Spirito:

  1. Viene per entrare, rinnovare, per cambiare, per togliere e aggiungere
  2. Viene per rimanere, dimorare, per vivere dentro, per farti diventare nuovo, migliore, perfetto
  3. Viene per uscire, per farti stare nella storia, nella tua storia, come uomo/donna forte, capace, felice

“E, perché siete figli Dio ha mandato lo Spirito del Suo Figlio nei nostri cuori, che grida: Abba, Padre” (Galati 4, 6).

Quindi nel cuore del credente abita Dio: il Padre, il Figliolo e lo Spirito Santo. Ecco la trinità

Leggi “nuovo”, intendi Spirito Santo!

Leggi cuore, intendi amore!

Leggi amore, intendi Dio trino!

Cuori malandati, spiriti trascurati

Cuori bucherellati, spiriti affranti

Cuori divisi, spiriti ammalati

Cuori pervertiti, spiriti mondanizzati

Cuori abbandonati, spiriti malevoli

Apritevi! Apriamoci! Il Signore sta bussando!

Il Signore chiede ancora oggi: “Figlio mio, dammi il tuo cuore…”  Se il tuo cuore sarà saggio, il mio cuore sarà colmo di gioia (Pro 23, 26).

Se vorrai rispondere al Suo invito e vorrai darGli il tuo cuore sappi che Egli saprà prenderlo, lavorarlo e renderlo secondo la Sua volontà pieno d’amore, puro, onesto, buono, fermo, allegro, pieno di Lui e della Sua Parola!

Scegli oggi di ascoltarLo, e ricorda che Dio si cerca col cuore, si ama col cuore e si segue con tutto il cuore.

L’amore di Dio ci è stato versato in cuore per mezzo dello Spirito Santo, che ci fu donato. Attraverso lo spirito noi vediamo che ogni cosa che in qualche misura è, è buona: perché deriva l’essere da lui, che non è in qualche misura, ma è assolutamente.

Agostino d’Ippona, Confessioni, 397-400

Il Dio sommo e vero con il Verbo e con lo Spirito Santo, che sono una sola essenza in tre persone, è un solo Dio onnipotente, creatore e fattore dell’universo spirituale e sensibile. Partecipando di lui sono felici tutti gli esseri che sono felici nella verità e non nella menzogna.

Agostino d’Ippona, La città di Dio, 413-426

Un semicieco disse: tutti gli autori si sono lasciati andare. – «Anche lo Spirito Santo?». – Anche lo Spirito Santo. Ma egli poteva farlo; scriveva per i ciechi completi.

Friedrich Nietzsche, Umano troppo umano II, 1879/80

Chi non fa la Pentecoste, male gli dice e caro gli costa. Proverbio italiano

Riflessioni

Dov’è l’amore? Cos’è l’amore? Perché non riusciamo più ad AMARCI?

La risposta è molto semplice. Ci arriveremo tramite una sequenza apparentemente stupida.

  1. Amare è bello; amarsi è ancora più bello
  2. Le cose belle rendono felici; le cose vere rendono liberi e dunque felici
  3. Io voglio essere felice; Dio può rendermi felice anche nell’infelicità
  4. Più cose belle ci sono più sono felice; meno cose ingiuste e sofferte ci sono e meno tu sarai veramente uomo

Quante volte incontriamo nella Scrittura la parola cuore!

“Da quando sono cristiano è più intimo del mio intimo”, diceva dello Spirito Santo il grande maestro sant’Agostino.

È il cuore del mio cuore, perché sia il cuore dell’umanità. Il RnS senza cuore è ateo; e senza lo Spirito è pagano.

L’uomo “senza cuore” è un uomo senza amore, senza religione perché, in fin dei conti, l’ateismo è vivere senza cuore. È atea una politica senza cuore; è atea un’economia senza cuore; è atea una cultura senza cuore; è atea una solidarietà umana senza cuore; è atea una famiglia senza cuore. Perché “Dio è amore”. Perché lo Spirito è amore. Perché Gesù è amore.

Nella tradizione biblica “l’uomo vale” quanto vale il suo cuore:

v Davide fu scelto dal profeta Samuele e unto “re” per il suo cuore, non per aver frequentato un’accademia militare.

v Mosè fu scelto per il suo cuore, non per la sua dialettica.

v Geremia o Timoteo furono scelti per il loro cuore, non per l’esperienza maturata, dal momento che erano troppo giovani.

v Maria, da cui doveva nascere il Re dei re, non fu scelta per il suo “stato sociale”, magari dal rango nobiliare d’Israele nel quale sicuramente erano tante brave ragazze; fu scelta per il suo cuore. Non a caso, è proprio il cuore di Maria ciò che subito appare nella sua celebre esultanza dinanzi a Dio che l’ha scelta.

v Il Magnificat è il canto del cuore. Il Magnificat rivela il cuore di Dio nel cuore di una creatura, perché la ragione umana, l’uomo che non conosce il potere dell’amore, non potrà mai cantare le parole del Magnificat.

Il profeta Geremia afferma: «Più fallace di ogni altra cosa è il cuore… Chi lo può conoscere? Io, il Signore, scruto la mente e saggio i cuori» (Ger 17, 9-10).

SE IL VERBO DI DIO È: AMARE

  • L’intimità dell’amore è: PREGARE
  • La fatica dell’amore è: CREDERE
  • Il successo dell’amore è: PERDONARE
  • La sfida dell’amore è: SERVIRE
  • La comunicazione dell’amore è: VIVERE

«Quando accogliamo lo Spirito Santo nel nostro cuore e lo lasciamo agire, Cristo stesso si rende presente in noi e prende forma nella nostra vita; attraverso di noi, sarà Lui lo stesso Cristo a pregare, a perdonare, a infondere speranza e consolazione, a servire i fratelli, a farsi vicino ai bisognosi e agli ultimi, a creare comunione, a seminare pace. Pensate quanto è importante questo: per mezzo dello Spirito Santo, Cristo stesso viene a fare tutto questo in mezzo a noi e per noi». (Papa Francesco, Udienza generale, 29 gennaio 2014)

Quattro “diritti” e un “dovere”: “il perché” della nostra missione evangelizzatrice

  1. Tutti gli uomini hanno il diritto di esperimentare Gesù il Salvatore

At 4, 12: «In nessun altro (Gesù) c’è salvezza; non vi è altro nome (Gesù) dato agli uomini sotto il cielo nel quale è possibile essere salvati».

  • Tutti gli uomini hanno il diritto di conoscere la salvezza che viene da Gesù

1 Tm 2, 4: «Dio… vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità».

  1. Tutti gli uomini hanno il diritto di ascoltare il Vangelo di Gesù e credere in Gesù

Mc 16, 16: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato».

  • Tutti i credenti in Gesù hanno il diritto di ricevere lo Spirito Santo per portare Gesù

At 1, 8: «Riceverete la potenza dello Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni… fino ai confini della terra».

  1. Tutti i credenti in Gesù saranno giudicati sul servizio al prossimo, presenza di Gesù

Mt 25, 31-46: «Venite benedetti dal Padre mio e ricevete in eredità il regno preparato per voi sin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi…. In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto ad uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me».

Non c’è servizio senza amore! Ma di che amore amiamo?
Una nuova responsabilità ci tiene uniti

 “Dio è amore e chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui” (1 Gv 4, 16).

Se il nome di Dio è amore, se la volontà sovrana di Dio è l’amore, se saremo giudicati quanto all’amore, se ciò che rimane in eterno è l’amore, ebbene vogliamo ritenere questa Convocazione è un atto d’amore che ci permette di rimanere in Dio.

A presiedere il RnS è un’idea d’amore. Il dramma del mondo è il non amore, mentre la salvezza del mondo, la nostra salvezza è nell’amore. Quindi un progetto d’amore.

Fuori dall’amore non c’è umanità, non c’è società, non c’è famiglia, non c’è gruppo. Non c’è storia, perché niente può trovare armonia, decoro, futuro fuori dall’amore.

Il contrario dell’amore è morte. Lo ricorda S. Giovanni: “Chi non ama rimane nella morte” (1 Gv  3, 14).

Il solo modo che abbiamo per riconoscere se siamo passati dalla morte alla vita – e sempre Giovanni a ricordarlo – è l’amore per i fratelli.

L’uomo è il più grande atto d’amore di Dio, ma l’uomo è anche il rischio più grande che Dio stesso pone alla sua esistenza tra gli uomini. Si è legato così visceralmente a noi, che noi siamo il “tu di Dio” ogni qual volta il suo amore appare in noi. Altrimenti Dio è lontano, anonimo, inconsistente.

Nell’amore, dunque, c’è il rischio della presenza o dell’assenza di Dio. E Dio, in Gesù, continua a rischiare nelle nostre vite; e sa quanto siamo miseramente incapaci di amare.

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