Giovedì Santo 2024

28 MARZO, 2024

“Li amò sino alla fine” (Gv 13, 1)

È ora di cena. Non una cena come le altre quella che Gesù consuma con i suoi amici nel Cenacolo. Gesù si fa Eucaristia. Gesù è Eucaristia: ed ecco che un pane diviene carne, così come il Verbo si è fatto carne.

Non poteva che rimanere così, Gesù, come un pane, per permettere a tutti di accostarlo, di assumerlo, di divenirne parte come un unico corpo.
Del resto, Gesù lo aveva anticipato: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete” (Gv 6, 35). Un discorso sconvolgente, incomprensibile, che fece andare via molta gente che Lo seguiva.
Ora, finalmente, nel Cenacolo, anche questa promessa di Gesù si compie: Egli rimane vivo in un pane che non solo non conosce la morte, ma che dà la vita!

Li amò sino alla fine” (Gv 13, 1).
Ecco perché non è un pane che finisce la presenza viva di Gesù nell’Eucarestia.
Li amò sino alla fine” (Gv 13, 1).
Per quanto sarà crocifissa, la carne di Gesù risorge senza conoscere la fine mortale.
Li amò sino alla fine” (Gv 13, 1).
Amati fino alla morte di Gesù, così che nella sua fine terrena è l’inizio della nostra eternità, del Cielo, dove “non ci sarà più fame, né sete” (cf Ap 7, 16).

Oggi questo Pane si offre alla nostra adorazione.
Cosa ha ancora da insegnarci il Cristo Eucaristico?
Che la salvezza è per tutti: occorre solo lasciarsi chiamare da Lui e da Lui farsi sfamare. Gesù è un pane che chiama; è un pane che spezzandosi si moltiplica, che dividendosi unifica.

Chi ha lo stomaco pieno non può avere fame. Chi ha occhi e orecchie concupiti dall’amore delle cose del mondo non può riconoscere lo sguardo e la voce di Gesù Eucarestia, di Colui che ancora ripete: “Questo è il mio corpo che è dato per voi. Fate questo in memoria di me” (Lc 22, 19).

Adoriamo! Adoriamo! Adoriamo!
Adora chi ama.
Adora chi non si è stancato di essere amato da Lui.
Adora chi vuole essere amato sino alla fine….

Altri Articoli

Share This