“Il mistero di Maria”
Renè Laurentin

22 AGOSTO, 2023

Uno dei più grandi mariologi del Novecento è stato, senza dubbio, il centenario sacerdote e teologo francese Renè Laurentin (1917-2017), perito al Concilio Ecumenico Vaticano II.

Fu coinvolto dal Cardinale Leo J. Suenens, Arcivescovo di Malines-Bruxelles, nella revisione teologica di “Il Rinnovamento Carismatico”, il primo dei sei Documenti Teologici-Pastorali del Movimento. Era il 1974. Il Documento contiene, in appendice, una preziosa e storica intervista di Laurentin a Suenens.

Leggiamo una breve meditazione del mariologo francese, contenuta in La Madonna: questioni di teologia (Ed. Morcelliana, Brescia, 1964): di Maria si presenta la sua “prossimità” (nell’ordine della natura) più che la sua “superiorità! (nell’ordine della grazia).

Togliere alla Vergine di Nazaret l’oscura condizione della fede, per elevarla alla visione beatifica fin dal tempo della sua vita terrena, significa falsare il senso del suo destino e in certo modo diminuirla pur con l’intenzione di magnificarla.

Analogamente, non si può affermare che la redenzione di Maria sia di un’altra specie della nostra, perché è la stessa redenzione di Cristo, ma nella sua suprema attuazione e con delle modalità proprie di anticipazione e perfezione. Niente di tutto ciò trasferisce Maria a un’altra generazione, di natura e di grazia.

E se la sua predestinazione è strettamente vincolata a quella di Cristo, non è di altro genere e non la allontana da noi, ma al contrario la rende solidale con noi.

La sua gloria non è, dunque, differente da quella che ci attende e tale che non ci sia possibile comprenderla, ma è precisamente quella gloria alla quale aspiriamo anche noi, ognuno nella nostra misura, che non raggiungerà mai la sua, ma nella stessa comunione dei santi.

In breve, se Maria ci è superiore nell’ordine della grazia, non ci è però estranea in alcuna cosa. Se essa è nostra regina, anche noi regneremo con Cristo: Maria non ci è superiore che per esserci più vicina.

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