24 FEBBRAIO, 2023
Rogier van der Weyden

La Deposizione è una celebre opera della metà del XV secolo (1435 ca), realizzata dal pittore fiammingo Rogier van der Weyden, noto anche con il nome francese Rogier de la Pasturel, custodita presso il Museo del Prado a Madrid.
Il quadro è ispirato alla preghiera Stabat Mater, con la quale la Chiesa cattolica, dal XIII secolo, a partire da Jacopone da Todi, medita sulle sofferenze di Maria ai piedi della Croce. Si tratta di una tela dipinta a olio, uno dei primi esempi, forse il primo in assoluto, di rappresentazione delle lacrime nella storia dell’arte. Ciò si deve, oltre che all’abilità dell’artista, anche all’uso di nuove tecniche pittoriche. In precedenza, la tradizione figurativa aveva espresso il dolore, soprattutto mediante l’espressione di volti sfigurati dalla sofferenza.
In questo quadro i visi di tutti i personaggi che compongono la scena, eccetto il Cristo, sono attraversati da realistiche lacrime che – nella trasparenza quasi immateriale – restituiscono la luce che promana dal corpo del Crocifisso. La Madre di Cristo è immagine della Chiesa (simboleggiata dal colore della veste di Maria) e personifica il dolore, similmente al Figlio: il corpo di lui è cadente a causa della morte; quello di Maria è svenuto a causa del dolore provato dalla morte di Gesù. Giovanni e una giovane donna (Maria di Cleofa?) sorreggono Maria; Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea il Figlio. Tutti partecipano di un silenzioso e muto dolore al cospetto del Cristo.
Questo raffinatissimo dipinto ci permette di contemplare il dolore di una Madre, Maria, a cui si associa il dolore del mondo, di questo nostro martoriato mondo, forse anche il nostro personale soffrire, che cerca in Dio consolazione e salvezza. Se, come Maria, anche noi, per un momento o per un tempo, ci sentiamo vinti dal mysterium iniquitatis, non dimentichiamo mai che la morte non ha mai, non è mai l’ultima parola: Gesù l’ha vinta! La Sua risurrezione è anche la nostra vittoria sul male che ci affligge!
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