La Natività di Gesù

30 DICEMBRE, 2022

“Il popolo che camminava nelle tenebre
vide una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse” (Profeta Isaia 9, 1)

La Natività (o Adorazione dei pastori)
Affresco di Carlo Maratta (1653-1654)
Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami – Roma

La Natività di Gesù è tra i soggetti più amati nel mondo dell’arte. Non finisce mai di suscitare stupore e ammirazione nell’osservatore, anche in un’opera meno conosciuta come quest’affresco del pittore marchigiano Carlo Maratta.

Nello spazio pittorico dell’opera la luce è la grande protagonista; tutto il resto sfuma nell’ombra che circonda questa semplice raffigurazione della Natività.

La composizione piramidale della scena, segnata in modo particolare dal manto azzurro della Vergine, suggerisce una tenda piena di luce e di splendore nell’oscurità. È nato il “Dio con noi”, l’Emmanuele: le tenebre sono state vinte; “il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (Profeta Isaia 9, 1).

L’ambiente circostante i volti raffigurati non è definito, né sono visibili architetture o personaggi secondari alludenti a luoghi o eventi particolari: solo lo scorcio di un giaciglio di paglia colloca e motiva la scena.

In primo piano è la Vergine Maria, che tiene dolcemente in braccio il Bambino Gesù; la Madre si presenta come il vero “giaciglio”, il luogo fisico e teologico del compimento del mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio.

Ai lati della Madonna emergono timidamente cinque angeli, adoranti il Bambino alla stregua di Maria. I loro volti riflettono la sola e vera luce presente: Gesù.

La scena è rivolta all’osservatore, così che la Madre, sommessamente, chiama ciascuno di noi ad essere come quei pastori che, ricevuto l’annuncio, andarono ad adorare il Bambino, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro” (Vangelo di Luca 2, 20).

E, nell’adorare Gesù, possiamo decidere di non rimanere solo spettatori del “grande miracolo” del Dio fatto Uomo: Maria sembra porgerci il Bambino, perché possiamo anche noi accoglierlo, assumerne la Sua vita, farlo crescere e non morire.

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