Novena di Pentecoste
9° Giorno

18 MAGGIO, 2024

“Il timore del Signore è principio della scienza, è scuola di sapienza;
prima della gloria c’è l’umiltà” (Pr 1, 7a.15, 33).

È vigilia di Pentecoste e siamo alla conclusione della nostra Novena, pregata con la beata Elena Guerra, “Apostola dello Spirito Santo” (San Giovanni XXIII), nostra Patrona nel discepolato del “Maestro interiore” (Sant’Agostino).

Teniamo ben dritte le nostre mani al Cielo e aperti i nostri cuori, perché si compirà, ancora una volta, la promessa di Gesù nel Cenacolo: “Riceverete forza dall’alto e di me sarete testimoni” (At 1, 8).

Queste ore di attesa siano vissute con speciale intensità: più grande sarà la preparazione spirituale e più grande sarà l’esperienza del “Dono dei doni” (Sant’Agostino), del “Datore dei Doni” (Sequenza di Pentecoste).

In ultimo, oggi, chiediamo allo Spirito Santo di rinnovare il dono del timore del Signore.

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Commento sulla Parola di Elena Guerra

“Non s’intende parlare del timore servile, ma del Timore filiale, del santo Timore, il quale non è altro che un delicato e attento amore che ci fa stare in guardia per non amareggiare con perverse azioni il cuore del celeste Padre. Felici, dunque, coloro che possiedono questo Dono. Ma serpeggia nel mondo un nemico mortale del santo Timor di Dio ed è il vizio della superbia, che induce l’uomo al disprezzo della divina legge, degli eterni castighi. Purtroppo, la velenosa bava del serpente infernale, come avvelenò le primizie del genere umano nell’Eden, così avvelena il nostro cuore fin dall’inizi della vita. Ed ecco l’uomo che, ancora bambino, rifiuta i suoi maggiori e ride dei loro ammonimenti; fatto poi adulto cresce in superbia; e lo vediamo disprezzare anche le cose sante, anche la Chiesa, i suoi precetti, i suoi Sacramenti, i suoi riti, i suoi Ministri e talvolta giunge anche a disprezzare Dio e i suoi comandi. Guai a noi, se lo Spirito Santo, col dono del suo Timore, non rimediasse a tanto danno. In quest’ultimo giorno della Novena facciamo ogni sforzo per ottenere dal divin Paraclito una copiosa effusione di luci e di grazia, che ne resti santificato il nostro cuore e rinnovata la faccia della terra”.

Meditiamo con tre domande:

  1. Se la superbia è vinta dall’umiltà, invoco lo Spirito perché il Suo santo Timore mi disponga a dipendere da Dio e non dalle mie voglie?
  2. Ho compreso che senza il dono del santo Timore soccombo nella mia quotidiana lotta spirituale con il maligno?
  3. Mi dispongo a ricevere una nuova effusione dello Spirito, certo che Lui non tarderà a venire con i Suoi santi doni e carismi?

Preghiamo il Padre nostro, l’Ave Maria, il Gloria.
Preghiamo il Veni, Creator Spiritus:

Vieni, o Spirito creatore, visita le nostre menti,
riempi della tua grazia i cuori che hai creato.
O dolce consolatore, dono del Padre altissimo,
acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell’anima.
Dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore,
irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la Parola.
Sii luce all’intelletto, fiamma ardente nel cuore,
sana le nostre ferite col balsamo del tuo amore.
Difendici dal nemico, reca in dono la pace,
la tua guida invincibile ci preservi dal male.
Luce d’eterna sapienza, svelaci il grande mistero
di Dio Padre e del Figlio uniti in un solo Amore.
Sia gloria a Dio Padre, al Figlio, che è risorto dai morti
e allo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.
Amen.

Lode finale allo Spirito Santo

Spirito Santo, Signore,
ricevi gloria e onore.
Ti lodo per il dono del santo Timore,
che effondi nella mia vita.
Ti benedico, perché non mi lasci mai solo nella lotta
contro il maligno che mi induce a peccare,
perché mi insegni l’umiltà contro ogni superbia della vita.
Ti ringrazio, perché niente stimo
maggior ricchezza che il Tuo Timore.
A Te mi affido, in Te confido. Alleluja!

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