Papa Francesco fa la sua Pasqua verso il Cielo!

21 APRILE, 2025

𝐃𝐨𝐩𝐨 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐜𝐢 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐝𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐬𝐪𝐮𝐚,
𝐏𝐚𝐩𝐚 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐟𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐏𝐚𝐬𝐪𝐮𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐢𝐥 𝐂𝐢𝐞𝐥𝐨!
𝐸̀ 𝑖𝑙 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑔ℎ𝑖𝑒𝑟𝑎
Siamo profondamente toccati dalla notizia della morte di Papa Bergoglio.
Nel giorno di Pasqua, per la benedizione 𝑈𝑟𝑏𝑖 𝑒𝑡 𝑂𝑟𝑏𝑖, la sua ultima apparizione.
Lo avevamo visto provato, in grande difficoltà nel proferire parola, ma Francesco aveva voluto stare ancora una volta in mezzo alla gente.
Vent’anni fa, nella Settimana di Pasqua, “un solo giorno” per la Chiesa, nella vigilia della Domenica della Misericordia, moriva san Giovanni Paolo II.
Oggi, Lunedì dell’Angelo, alle ore 07.35, ci lascia il Pontefice che ha fatto proprio della “misericordia” l’insegna pastorale del suo ministero petrino, sin dal suo primo 𝐴𝑛𝑔𝑒𝑙𝑢𝑠, il 17 marzo del 2013.
Tanti ricordi si affollano nella mia mente in questo momento, a partire da quel 13 marzo 2013 in cui commentavo in diretta per Radio Vaticana l’elezione del successore di Benedetto XVI: la notizia che si trattava di Jorge Mario Bergoglio, gesuita, che s’imponeva il nome di Francesco, mi fecero subito intravedere il passo rivoluzionario di questo Pontificato.
Salutai l’elezione del Pontificato come “il Papato dell’autenticità evangelica”, per la decisa attenzione al tema dei poveri e della pace, del dialogo con i lontani e della fraternità tra le religioni, dell’ecologia dell’umano e dell’ambiente, temi ai quali Francesco avrebbe dedicato le sue migliori energie.
In una sola parola, come disse sin dagli esordi, in linea con il Vaticano II: “Come vorrei una Chiesa povera per i poveri”.
E così è stato.
Molte cose vorrei e potrei scrivere in questo momento. Tornerò a farlo, per mettere in evidenza il suo cuore, il suo amore popolare.
È momento di lutto, adesso, di commozione, di preghiera, di unità spirituale nella Chiesa.
Onorare Francesco significa non tacitare la sua voce profetica, che ha gridato e grida un nuovo amore per Gesù, incarnato nella storia, nelle pieghe di un’umanità che vede proliferare le strutture di peccato, il male, la malvagità, la morte.
Onorare Francesco significa riprendere nelle mani il Vangelo e sentire la voce dello Spirito Santo che ci invita ad amare di più, ad amare tutti, ad amare sempre, ad amare senza confini.
Onorare Francesco significa ridare credito alla speranza, alla speranza di un mondo nuovo, in un Giubileo che adesso è orfano di Padre, del Santo Padre.
Brevissimamente, come è doveroso fare, vorrei evocare Francesco, nel mio rapporto personale e nel rapporto con il Rinnovamento nello Spirito.
Il Rinnovamento lo aveva conosciuto come Assistente spirituale nazionale del Rinnovamento in Argentina, con particolare riguardo al cammino della Diocesi di Buenos Aires.
In questa veste venne in Italia da Cardinale, per poi essere eletto Pontefice. Ricordo il nostro primo incontro, proprio domenica 17 marzo 2013, quando al termine della sua prima messa pubblica, a cui ebbi il privilegio di partecipare, con altre 50 persone, presso la Chiesa di Sant’Anna in Vaticano, il Papa disse fieramente – e tutte le televisioni ripresero questo momento: “𝑆𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑙’𝐴𝑠𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑅𝑖𝑛𝑛𝑜𝑣𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝐴𝑟𝑔𝑒𝑛𝑡𝑖𝑛𝑎”.
E poi il Papa allo Stadio Olimpico nel 2014, in Piazza San Pietro nel 2015, al Circo Massimo nel 2017; e le Udienze private, nella veste di Presidente della Fondazione Vaticana per la Famiglia e da Consultore del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione; il viaggio al seguito papale in Terra Santa nel 2014; la presentazione del mio Libro su Papa Francesco e lo Spirito Santo a Buenos Aires nei luoghi bergogliani.
Più recentemente, le Udienze al nuovo Presidente, al Comitato e Consiglio Nazionale del RnS.
Preghiamo, con ogni sorta di preghiera.
Preghiamo nella comunione dei santi.
Preghiamo con le parole del salmista, della Liturgia odierna, che profumano di eternità e che ci fanno vedere Francesco nella beatitudine celeste: “𝑁𝑜𝑛 𝑎𝑏𝑏𝑎𝑛𝑑𝑜𝑛𝑒𝑟𝑎𝑖 𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑛𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑛𝑓𝑒𝑟𝑖, 𝑛𝑒́ 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑒𝑟𝑎𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑡𝑢𝑜 𝑓𝑒𝑑𝑒𝑙𝑒 𝑣𝑒𝑑𝑎 𝑙𝑎 𝑓𝑜𝑠𝑠𝑎. 𝑀𝑖 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑐ℎ𝑒𝑟𝑎𝑖 𝑖𝑙 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑒𝑟𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎, 𝑔𝑖𝑜𝑖𝑎 𝑝𝑖𝑒𝑛𝑎 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑡𝑢𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎, 𝑑𝑜𝑙𝑐𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑡𝑢𝑎 𝑑𝑒𝑠𝑡𝑟𝑎” (𝑆𝑎𝑙 16, 10-11).

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