Papa Leone XIV
“Discorso sul Natale”
22 DICEMBRE, 2025
Il Giubileo della Speranza sta per concludersi. Dall’8 maggio u.s., giorno della sua elezione al soglio pontificio, Papa Leone XIV ha onorato il Calendario Giubilare stabilito da Papa Francesco.
Certamente tra le pagine più attese da Papa Bergoglio era il Giubileo dei Poveri, in concomitanza con la Giornata Mondiale dei Poveri, da lui istituita, e giunta quest’anno alla IX edizione.
In occasione del “Concerto con i Poveri” organizzato in Vaticano, il Santo Padre ha voluto incontrare gli Organizzatori e gli Artisti parlando del Natale di Gesù. Riportiamo alcuni passaggi di questo Discorso di Papa Leone, che ci illumina sul mistero d’amore di Gesù e attesta la consonanza del Pontefice con i Suoi immediati predecessori Francesco e Benedetto XVI.
DISCORSO DEL SANTO PADRE LEONE XIV AGLI ORGANIZZATORI E AGLI ARTISTI DEL “CONCERTO CON I POVERI”
Città del Vaticano, 5 dicembre 2025
Il mistero dell’Incarnazione del Verbo divino è la rivelazione dell’amore che Dio Padre nutre per ciascuno di noi. Come scriveva Papa Benedetto XVI nella sua prima Enciclica, pubblicata proprio nel giorno di Natale (25 dicembre 2005), «questo agire di Dio acquista ora la sua forma drammatica nel fatto che, in Gesù Cristo, Dio stesso insegue la “pecorella smarrita”, l’umanità sofferente e perduta» (“Deus Caritas Est”, 12). Dio che si fa bambino, che si affida alle cure di genitori umani, che si offre per ciascuno di noi è l’Icona dell’amore divino che viene a salvarci.
Che bello poter dire con il cuore e la mente: Dio è carità, è amore! (cfr 1 Gv 4,16). Guardando a Lui possiamo imparare ad amare come Egli ci ha amato; possiamo scoprire che il comandamento dell’amore risponde alle nostre necessità più autentiche, perché è quando amiamo che realizziamo veramente noi stessi.
Vorrei che… ricordassimo le parole del Signore: «Tutto quello che avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli lo avete fatto a me» (Mt 25,40). È così! Se amiamo concretamente chi ha fame e sete, chi è senza vestiti, malato, straniero, carcerato, noi stiamo amando il Signore. Questo è Vangelo: «Non siamo nell’orizzonte della beneficenza, ma della Rivelazione: il contatto con chi non ha potere e grandezza è una via immediata di incontro con il Signore della storia. Nei poveri Egli ha ancora qualcosa da dirci» (Esort. Ap. “Dilexi te”, 5). Ci ricorda che la dignità degli uomini e delle donne non si misura in ciò che possiedono: noi non siamo i nostri beni e le nostre cose, bensì figli amati da Dio; e questo stesso amore dev’essere la cifra del nostro agire nei confronti del prossimo.
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