Pericle Fazzini (1913-1987)

1 APRILE, 2026

La Risurrezione

Aula Paolo VI (Sala Nervi), Città del Vaticano

Non un quadro, non un affresco, ma una scultura monumentale in bronzo e ottone, larga venti metri e alta sette, domina la scena dell’Aula in cui il Papa incontra i fedeli ogni mercoledì.

Scultore marchigiano tra i più grandi del Novecento italiano, ricevette la commissione da Paolo VI nel 1965 e impiegò oltre dieci anni per portarla a compimento.

La scena è drammatica, quasi cosmica: il Cristo risorto emerge da un paesaggio di devastazione — le forme contorte e tormentate evocano un’esplosione nucleare, un uliveto sdradicato, la terra squarciata. Fazzini stesso raccontò di aver immaginato la Risurrezione come un evento che accade «nella nostra epoca», in un mondo segnato dalla distruzione. Eppure, dal cuore di questa catastrofe, il corpo di Cristo si leva con una forza irresistibile, le braccia aperte, il volto solenne e sereno. È il trionfo della vita sulla morte!

L’opera di Fazzini è più attuale che mai, parla al nostro tempo con una potenza profetica che i secoli non hanno attenuato: Cristo risorge dalle macerie, risorge per noi, risorge adesso!

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