Natale…non c’è pace!

30 DICEMBRE, 2022

La letteratura italiana e straniera vantano una sterminata produzione di poesie e di racconti brevi dedicati al Natale.
Restiamo “in casa” e diamo voce al poeta ermetico siciliano Salvatore Quasimodo (1901 – 1968), Premio Nobel per la Letteratura nel 1959, il quale – proprio lo stesso anno – compose la poesia intitolata “Natale”, nota anche con il titolo di “Presepio”.

Natale

Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

Quasimodo dà voce all’inquietudine esistenziale che è nell’uomo contemporaneo. La pace, che è nella finzione del Presepio, non è poi nel cuore dell’uomo: il pianto del Bambino è già il pianto del Crocifisso.

La pace, scrive il poeta, è “nel cuore di Cristo in eterno”. E, dunque, se l’eternità si è affacciata sulla terra e all’umanità è data la fortuna di accoglierla nella persona di un Bambino che nasce, il Cristo, noi non abbiamo altra verità da evidenziare: non ci sarà pace senza di Lui; le nazioni e i popoli non troveranno pace nei loro confini se la Pace intanto non nascerà nei cuori.

San Paolo ricapitola tutto questo in modo mirabile, donandoci il “perché” del pianto di un Bambino, il cui destino sarà quello di essere crocifisso. Con Lui, ogni giorno, lo è anche il destino di pace dell’uomo senza il Cristo.

“Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo. Egli, infatti, è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola,
abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne. Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, eliminando in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani, e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito” (Lettera agli Efesini 2, 13-18).

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