Preghiera di Aleksandr I. Solženicyn

19 APRILE, 2023

Aleksandr Isaevič Solženicyn (1918 – 2008) è stato uno storico e scrittore sovietico, nato nel Caucaso, di etnia russa.

Premio Nobel per la Letteratura nel 1970, anticomunista dissidente, fu detenuto in un gulag. Nei lunghi anni di detenzione visse la sua conversione, divenendo cristiano ortodosso. Sul piano letterario, rappresentò la continuità storica con il misticismo ottocentesco russo.

Ebbi modo di scrivergli, nel 2005, osando invitarlo al Convegno Internazionale di Lucca “Testimoni dello Spirito”, per raccontare la persecuzione cristiana operata dal regime comunista. Ricevetti una lettera assai cordiale, a firma della moglie Natalija, nella quale si scusava di non potere intervenire e plaudiva all’iniziativa.

Voglio riportare una Preghiera di Solženicyn, composta nel 1963 e contenuta nella raccolta La verità è amara. Scritti, discorsi e interviste 1974-1995 (trad. it. a cura del Centro Studi Russia Cristiana).

È un raggio di luce, il balenare della speranza che mai tramonta e sempre risorge in tutte le storie di prigionia e di privazione della dignità umana.

«Come mi è facile vivere con Te, Signore! Com’è facile credere in Te!
Quando il mio intelletto confuso si ritira e viene meno, quando gli uomini più intelligenti non vedono al di là di questa sera e non sanno che fare domani,
Tu mi concedi la chiara certezza che esisti e Ti preoccupi,
perché non vengano sbarrate tutte le vie che portano al bene.
Sulla cresta della gloria terrena io mi volto indietro stupito
a guardare la strada percorsa dalla disperazione a questo punto,
donde fu dato a me comunicare all’Umanità un riflesso dei Tuoi raggi.
Dammi quanto m’è necessario perché continui a rifletterli.
E per quello che non riesco a fare, so che Tu hai destinato altri a compierlo»

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