Quaresima: non sbagliare cammino!
6 MARZO, 2025
“Chi vive secondo la carne pensa alle cose della carne.
Chi vive secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito” (Rm 8, 5).

La nostra vita, secondo questa celebre espressione di san Paolo, è un pensarsi dinamicamente come dinanzi a un permanente bivio: o scelgo le cose della carne – e da esse finirò con l’essere infelicemente sottomesso – o scelgo le cose dello Spirito, e da esse sarà felicemente vinto!

Nessun compromesso!
Nessun chiaroscuro!
La Quaresima, che oggi inizia, è tempo di scelte decise e decisive.
È tempo forte per passare dalla disobbedienza della carne all’obbedienza dello Spirito.
È tempo per cercare davvero Dio con tutto il cuore e nel cuore, finalmente, incontrarlo.

Come sono vere le parole dell’apostolo Giacomo, che poniamo a fondamento dei 40 giorni che ci porteranno alla Pasqua del Signore Gesù: “Sottomettetevi, dunque, a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà lontano da voi. Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi. Peccatori, purificate le vostre mani; uomini dall’animo indeciso, santificate i vostri cuori. Riconoscete la vostra miseria, fate lutto e piangete; le vostre risa si cambino in lutto e la vostra allegria in tristezza. Umiliatevi davanti al Signore ed egli vi esalterà” (Gc 4, 7-10).

Sulle nostre teste, oggi, saranno ceneri di conversione, non coriandoli di perversione!
Dunque, accettiamo che il “Divino inceneritore”, il Fuoco di Dio, lo Spirito Santo, si ponga sul nostro capo con questo sacro simbolo che ci ricorda che fine fa la carne se non è assunta, salvata, redenta dallo Spirito.

“Polvere sei e polvere ritornerai”, ricorda il sacerdote a ogni fedele che si lascia imporre le ceneri sul capo.
Una domanda, pertanto: in questi 40 giorni quaresimali, accettiamo di lasciarci imporre anche una nuova signoria di Dio, di dare un nuovo passo alla nostra fede, un nuovo (il solo) destino alla speranza, un nuovo vigore alla carità? In definitiva un nuovo rinnovamento spirituale?

Quaresima, 40 giorni di tempo da vivere, da non far scorrere invano.
40 giorni, da vivere come Gesù, come Noè, come Mosè, come Elia.
Ricordiamolo e memorizziamolo bene.
40 giorni:

  • per rientrare in noi stessi e affrontare e vincere chi ci opprime, ci tenta, ci scoraggia, come Gesù nei 40 giorni trascorsi digiunando nel deserto di Giuda (cf Lc 4, 1-13).
  • per riparare da tutte le tempeste che si sono scatenate nella nostra vita, come Noè nei 40 giorni del diluvio universale (cf Gen 7, 1-24).
  • per ritrovare il gusto della preghiera personale, dello stare con Dio, come Mosè nei 40 giorni passati sul Monte Sinai (cf Es 24, 1-16).
  • per camminare e lasciarci alle spalle tutti i falsi maestri che attentano alla verità di Dio nella nostra vita, come Elia nei 40 giorni impiegati per giungere al monte Oreb (cf 1 Re 19, 1-8).

Quaresima, tempo di conversione del cuore, di guarigione delle ferite del cuore, di liberazione dai mali che si annidano nel cuore.
Scrisse un giorno il celebre teologo e cardinale francese Jean Danielou: “Un cristiano non è che un pagano sulla via della conversione”.

Inizia la Quaresima, ma non avanzerà se io non mi metto in uno stato di “conversione permanente”.
Sì, camminare con lo Spirito di Dio sulle orme di un amore talmente folle, talmente grande e incontenibile, talmente umano e divino insieme da potere solo morire e risorgere!
Questa la meta che ci aspetta. Questo il destino di ogni Quaresima.

Buon cammino, allora.
Nessuno si fermi, si volti indietro, si escluda, si ritenga arrivato o fallito.
Queste le parole che il Signore disse a un uomo di 120 anni, Mosè, che per 40 anni aveva guidato Israele; parole che oggi rivolge anche a noi: “Siate forti, fatevi animo, non temete e non vi spaventate di loro, perché il Signore tuo Diocammina con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà” (Dt 31, 6).

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