Prolusione del prof. Salvatore Martinez
15 DICEMBRE, 2025
La scelta di Palazzo Lateranense, per la Riunione Programmatica di AnimAzione non è accidentale.
Vogliamo qui ribadire la nostra indole di laici cristiani, di credenti mossi da una passione che ci anima, di una speranza che non sarà mai residuale o accessoria nella costruzione di quei cieli nuovi e terre nuove inaugurati dalla venuta di nostro Signore Gesù Cristo, il cui Natale ritorna e certo ci interpella.
Siamo qui per ribadire a noi stessi e a quanti ci vorranno ascoltare le nostre valutazioni e applicazioni, quel desiderio d’impegno comune frutto di un discernimento comunitario ancorato dalla fede al Magistero e alla Dottrina Sociale della Chiesa.
Siamo qui, perché abbiamo una visione.
“Visione”.
Il profeta Osea, denunciando i mali del suo tempo, così ammoniva: “Perisce un popolo per mancanza di visione” (Os 4, 6).
Un’eco nel profeta Gioele: “I vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni” (Gl 3, 1).
Non possiamo smettere di sognare e di avere visioni; non lo vuole lo Spirito Santo, non lo permette la fede che abbiamo nel petto.
A noi non manca la capacità di “vedere” e di penetrare il reale con fiducia nella Provvidenza e con rispetto gli uni per gli altri, nei doni e nei talenti degli altri.
Ma sentiamo il bisogno di dare più profondità e ampiezza e orizzonte al nostro sguardo; più incidenza alla nostra libertà di muoverci nella storia, con due primarie attenzioni attoriali e identitarie: i giovani, chiamati a interpretare la società e gli imprenditori, chiamati a costruire la società.
Noi lo sappiamo bene: l’anima è sempre più travolta dal corso delle cose.
L’azione è rallentata o ignorata.
I giovani, drammaticamente, sono poveri di Dio.
I ricchi, paradossalmente, sono poveri di futuro.
E i poveri e gli impoveriti sempre più poveri e impoveriti di umanità.
Siamo qui per ascoltare, per imparare, per dialogare, per aiutarci, per completarci nell’impegno distintivo di ciascuno e nell’impegno comune in AnimAzione.
Ci dedichiamo del tempo, che sarà fecondo di nuove amicizie, di nuova progettualità, di nuove collaborazioni.
AnimAzione, ricordiamolo, è una proposta d’impegno, plurale, corale, in dialogo, che non vuole subire la complessità del tempo, anzi che cerca di muoversi e di dipanare la matassa della complessità, che si alimenta del “rischio della comunione”, del fare insieme mettendo a tema in modo chiaro, netto, autorevole, dirimente, programmatico, operativo la Dottrina Sociale della Chiesa, a partire, non a prescindere, dalla natura spirituale e comunitaria di quanto in essa contenuto.
Senza questa “forza spirituale”, senza un rimando più netto alla fede che la ispira e che la articola, la Dottrina Sociale della Chiesa non sarà nel petto e nelle gambe di una nuova generazione di cristiani!
La nostra “forza spirituale” è l’amore di Dio, l’amore effuso nei cuori dallo Spirito per cui “la speranza non delude” (cf Rm 5, 5); quell’amore che dai cuori sobbalza nella storia e si fa “invariante sociale”; “l’amore come vincolo sociale”, direbbero oggi all’unisono il beato G. Toniolo, il servo di Dio don L. Sturzo, il venerabile G. La Pira.
Don L. Sturzo, nel tempo della crisi, invocava una “rivoluzione spirituale” (in “la Vera vita. Sociologia del Soprannaturale”), a indicare che nessuna vera trasformazione sarà possibile se generata da identità deboli e non relazionate dentro alleanze creative.
Dicevo del Giubileo.
L’áncora è il simbolo che caratterizza il Giubileo
Noi vorremmo che l’áncora della speranza divenisse l’ancóra della fede.
L’ancóra della fede in re sociali; di una fede che oggi manca nel “tempio e nel tempo”, che non ci permette di riposare tranquilli.
Una fede che ridia “un’anima alle anime”, che torni a essere principio e causa di una nuova animazione culturale e sociale.
Ancóra, cioè “fare e rifare”, direbbe don Sturzo, senza arrendersi o delegare.
Ancóra amicizia, ancora dialogo, collaborazione, impegno comune come “metodo”, come metodo di presenza per non essere solo un provvidenziale pensatoio generatore di idee e di ideali comuni.
Noi siamo un ecosistema virtuoso di buone e nuove prassi con un altissimo potenziale di incidenza nella realtà.
Noi abbiamo a cuore il destino di Cristo.
Non siamo, né vogliamo essere “cristianelli annacquati” da paure ad arte create e da divieti imposti da una modernità svuotata d’anima, di pensiero, d’intelligenza, di volontà di bene comune.
Con papa Francesco, da lui abbiamo avuto ispirazione e generazione.
Il Convegno ecclesiale di Firenze sull’Umanesimo Cristiano (2015), la Lettera autografa al Convegno di Caltagirone nel Centenario dell’Appello (2019), il Discorso di Trieste alle 50^ Settimana Sociale dei Cattolici (2024), hanno rappresentato la nostra mappa concettuale e la road map delle nostre scelte.
Ora salutiamo con affetto Papa Leone, sentiamo la Sua ansia pastorale, la sua sollecitudine alla bontà e al rinnovamento, sentiamo forte la Sua richiesta di collaborazione al ministero petrino.
Vogliamo stargli al fianco.
Vogliamo darli coraggio sostenendolo con il nostro impegno.
Vogliamo che non si senta inascoltato nel suo appello a ridare slancio profetico alla Dottrina Sociale della Chiesa.
Leone XIV, incontrando una delegazione di rappresentanti politici e personalità civili provenienti dalla Francia e mettendo in guardia da una “laicità fraintesa” e dalle “colonizzazioni ideologiche”, ha affermato: “Non bisogna temere di proporre e di difendere con convinzione la Dottrina Sociale della Chiesa. È una dottrina di salvezza per società pacifiche, prospere e riconciliate” (28 agosto 2025).
Il Magistero sociale di Leone XIV sta riaprendo e aggiornando Rerum Novarum indicando le “cose nuove” di oggi, da mettere a tema oggi, certamente con uno scenario ormai profondamente cambiato. Non si tratta più, infatti, di contrapporre visioni del mondo: con il crollo delle ideologie anche l’idealismo cristiano è andato in crisi e va rigenerato.
Noi, corpi intermedi di ispirazione cristiana, siamo chiamati a cercare e a trovare nuovi punti di equilibrio tra l’esigenza del Vangelo, la Dottrina sociale, la realtà storica fatti di mutamenti antropologici incontrovertibili (intelligenza artificiale).
Siamo qui per questo. E non siamo soli…
Altri Articoli
𝐂𝐎𝐑𝐒𝐎 𝐝𝐢 𝐓𝐄𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐀 – 𝐀𝐏𝐄𝐑𝐓𝐎 𝐀 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐈 “𝑺𝒑𝒊𝒓𝒊𝒕𝒐 𝑺𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒆 𝑪𝒂𝒓𝒊𝒔𝒎𝒊”
𝐂𝐎𝐑𝐒𝐎 𝐝𝐢 𝐓𝐄𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐀 – 𝐀𝐏𝐄𝐑𝐓𝐎 𝐀 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐈 “𝑺𝒑𝒊𝒓𝒊𝒕𝒐 𝑺𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒆 𝑪𝒂𝒓𝒊𝒔𝒎𝒊” che si svolgerà presso l’𝐀𝐭𝐞𝐧𝐞𝐨 𝐏𝐨𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐨 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐧𝐚 𝐀𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨𝐥𝐨𝐫𝐮𝐦 (𝐀𝐏𝐑𝐀) 𝐢𝐧 𝐑𝐨𝐦𝐚, 𝟏𝟒 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 – 9 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔, 𝐀𝐧𝐧𝐨 𝐀𝐜𝐜𝐚𝐝𝐞𝐦𝐢𝐜𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔–’𝟐𝟕.
Liberi e Forti: le parole hanno una patria, una storia, una verità
Liberi e Forti: le parole hanno una patria, una storia, una verità. L’Appello “Ai Liberi e Forti” di don Luigi Sturzo non è uno slogan da palco:
è un programma di coscienza. Dodici punti che ancora oggi ci interrogano.
Magnifica Humanitas cercasi! Giovani e Leadership di servizio
Giovedì 27 agosto, dalle ore 18.00 alle 20.00, prenderò parte al Web Meeting «e-LAB.ORA» promosso da AnimAzione


