Saluto di Salvatore Martinez a conclusione della Celebrazione Eucaristica di inizio Giubileo d’Oro del Rinnovamento in Italia

26 NOVEMBRE, 2021

Basilica di Santa Maria Maggiore

Eminenza Carissima,

che gioia rivederLa e salutarLa. Gioia grata, al pensiero della nostra amicizia, ricordando oltre 20 anni di cammino al Dicastero dei Laici, in un crescendo di grazie pentecostali, molte di queste davvero inedite, esaudimento di tante e sofferte attese Conciliari circa il ruolo dei laici e dei carismi nella Chiesa, sotto lo sguardo di san Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI e di Francesco. 

Insieme, Eminenza, siamo entrati nel Terzo Millennio di vita cristiana e insieme ad altri Movimenti e Comunità – alcuni amici sono qui presenti, in rappresentanza – abbiamo segnalato nella Chiesa l’utilità comune dei diversi carismi, inaugurando una bella e nuova stagione di “maturità ecclesiale, di comunione e impegno”.

Che grazia essere qui e dare avvio al nostro Giubileo d’Oro, con Maria, per riaffermare il “profilo mariano”, dunque popolare, umile, semplice, devoto del nostro Movimento. Lei, Eminenza, nella sua preziosissima Omelia, ha voluto ricordare la Madonna come “la prima e la più grande carismatica della storia”. Noi lo sappiamo bene, facciamo esperienza della Sua potente intercessione quando adoriamo il Signore e, invocandoLa, decidiamo di intraprendere un servizio, un’opera, una missione. Maria è madre di ogni Giubileo, perché ricapitola in sé tutte le gioie umane ed è sempre causa nostrae laetitiae quando La convochiamo nei nostri Cenacoli, Gruppi e Comunità come “Madre della divina grazia”.

50 anni fa il Rinnovamento nasceva a Roma alla Pontificia Università Gregoriana e a San Mauro Pascoli, nella Diocesi di Rimini, per iniziativa di un teologo gesuita americano, p. Francis Sullivan, e di un missionario canadese, p. Valeriano Gaudet. Quanta storia sacra è passata da quei benedetti giorni; quanta gloria di Dio abbiamo visto e toccato nella vita di meravigliosi amici: vescovi, sacerdoti, laici e laiche, che si sono posti a servizio di questa corrente di grazia nel corso degli anni. Dal Cielo, nella comunione dei santi, ci benedicono e sono oggi partecipi della nostra gioia.

Non posso non ricordare tre imprescindibili padri.

San Papa Paolo VI, che ci accolse nel 1973 e che ebbe a dire: “Il soffio ossigenante dello Spirito è venuto a svegliare nella Chiesa energie sopite, a suscitare carismi dormienti, a infondere vitalità… letizia… giovinezza… nella Chiesa” (dicembre 1973).

Il cardinale Leo J. Suenens, primo ambasciatore del Rinnovamento, che nello stesso anno affermava: “Voi dimostrate che cosa significa essere concretamente cristiani. Non basta cambiare le strutture, dobbiamo prima rinnovare l’anima e l’anima della Chiesa è lo Spirito Santo” (giugno 1973).

E mons. Dino Figlio, mio predecessore alla guida del Movimento, il quale scriveva: “Quello del Rinnovamento è un messaggio, non solo per la Chiesa, ma per l’umanità intera: è un messaggio di gioia in un tempo in cui si stenta a credere che Dio esiste, che Dio è ancora il Signore dell’«impossibile» (aprile 1981).

Eminenza, questa sera le disposizioni anti covid ci consentono di essere qui, in pochi, in rappresentanza dei diversi livelli di responsabilità del RnS, a partire dalle nostre Diocesi. La Celebrazione odierna apre anche la nostra 45^ Conferenza Nazionale Animatori con 12.000 fratelli e sorelle che da domattina saranno riuniti, contemporaneamente e con il medesimo programma, in 133 luoghi diocesani e interdiocesani, collegati in diretta con noi che saremo a Fiuggi. Li salutiamo, insieme a quanti, da tante parti d’Italia e del mondo si sono uniti a noi in streaming.

12.000 persone compresenti in 133 luoghi attestano uno straordinario e inedito sforzo organizzativo, per dare degno inizio al nostro Giubileo d’Oro, per segnare la volontà di tornare a incontrarsi in presenza, per mettere al lavoro tantissimi carismi e ministeri e per onorare il “metodo sinodale”, che, per volontà del Papa, punta deciso sulla diocesanità. Per queste ragioni, tantissimi responsabili e sacerdoti sono rimasti nelle realtà locali, dove saranno raggiunti dai nostri padri Vescovi che presiederanno le Celebrazioni eucaristiche domani e post domani.

Giubileo. Giubileo indica “gioia”. È tempo di gioia, perché sia davvero tempo di Rinnovamento, in un mondo triste, in cui molteplici crisi, in ultimo la pandemia, stanno alterando il senso dell’esistere e delle relazioni, soprattutto nelle case, dove aumentano depressioni e violenze. Si sta spegnendo il sorriso, la voglia di vivere e di stare insieme; il dolore e la povertà stanno prostrando tanta gente, ogni giorno di più, a fronte di una grave diminuzione di cristiani che confessano la gioia di Gesù vivo e non stanno collaborando con lo Spirito al “rinnovamento della faccia della terra”.

Giubileo. Gioia cristiana, grande amore effuso nei nostri cuori. Gioia procurata dallo Spirito, dalla Sua unzione sacramentale e carismatica, con la quale noi siamo ancora mandati nel mondo per essere testimoni e non spettatori delle meraviglie di Dio.

La pandemia non ci ha confusi o arrestati, non ci ha fatto abbassare le mani elevate al Cielo, né le ha fatte ritrarre dal servizio alla gente e a quanti la Provvidenza ci ha affidati e ci affida.

Sì, noi vogliamo ancora annunciare e servire ciò in cui crediamo: Gesù, il Signore, che opera con potenza, che accredita la Sua Parola con segni, miracoli, prodigi, che rende capaci e forti i Suoi discepoli mediante i carismi elargiti dal Suo Santo Spirito!

Questo è l’inno di vita nuova che da 50 anni intoniamo e che vogliamo continui a suscitare un’eco di gioia nella Chiesa e nel mondo.

Vogliamo ancora essere fedeli alle ispirazioni dello Spirito e tornare alle sorgenti della nostra gioia, cioè al dono dell’effusione dello Spirito, al battesimo nello Spirito Santo a cui Papa Francesco con grande forza ci richiama.

La vicinanza spirituale del Pontefice ci conforta e ci spinge. Allo Stadio Olimpico nel 2014 e in Piazza San Pietro nel 2015, il Santo Padre ha ribadito il nostro programma di vita nuova: diffondere la grazia del battesimo nello Spirito; un’evangelizzazione carismatica fondata sulla Parola; l’ecumenismo spirituale come grazia di riconciliazione per l’unità; il servizio ai poveri e agli impoveriti che incrociamo nel nostro cammino e che riceviamo nelle nostre Comunità.

Quattro pilastri sui quali il RnS è costruito e sui quali dobbiamo ancora, profeticamente, costruire.

Guardando al tempo presente, non ci facciamo illusioni. Siamo realisti, c’è tanto da fare, in un mondo che perdendo l’uomo sta perdendo Dio e la rotta verso il Cielo. Tanti intorno a noi chiedono; molti soffrono; tutti vogliono un mondo diverso.

Una sfida esaltante, che in Gesù è già stata vinta, in ogni secolo che ci precede; una sfida che anche a noi è dato di vincere se ci lasciamo abbracciare dallo Spirito Santo: pregandoLo, sottomettendoci a Lui, confidando nel Suo potere e non sulle nostre forze, valorizzando tutti i sacramenti, carismi e ministeri che ci sono concessi.

Dunque, non è tempo di rassettare le reti; non è tempo di conservare i talenti per paura di perderli; e non vogliamo fare delle mascherine una maschera alla nostra fede, alla nostra fraternità, alla nostra carità.

Per questo siamo qui e vogliamo aprire ancora i cuori allo stupore e alle novità dello Spirito. Per questo vogliamo vivere, con Maria, nello Spirito Santo, uno speciale Anno di grazie, di iniziative, di missioni. Per questo invocheremo adesso una nuova effusione dello Spirito, che sia causa di un nuovo mandato, di un nuovo invio.

In conclusione, faccio mie le parole di san Paolo, e a nome della grande famiglia del Rinnovamento innalzo la mia preghiera

“A colui che in tutto ha potere di fare
molto più di quanto possiamo domandare o pensare,
secondo la potenza che opera in noi.
A lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù
per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen.

(Ef 3, 20-21)

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