Sant’Agostino
“Natale del Signore”
Sant’Agostino (354-430), detto “Doctor gratiae”, il più grande Padre della Chiesa d’Occidente, Vescovo d’Ippona (oggi Annaba, in Algeria) per circa 35 anni, ci offre, tra altri della sua grande produzione letteraria, un incisivo Discorso (il n. 190) dedicato al Natale del Signore.
Con l’elezione di Leone XIV, un figlio di sant’Agostino – come lo stesso Papa ebbe modo di dire di sé, presentandosi il giorno della sua elezione – il grande teologo africano è tornato in auge e sostiene con i suoi scritti il magistero petrino corrente. Personalmente, ho deciso di raccontare tutto questo ogni quarto lunedì del mese, su Radio Maria, per aiutare la gente a interiorizzare tante “ispirazioni” di Papa Leone XIV suggerite proprio da Sant’Agostino.
Con la sua straordinaria abilità scrittoria e con la sua efficacia dottrinale e teologica, nel Discorso 190 sul Natale del Signore, Sant’Agostino ci parla delle due nascite di Gesù: una divina, l’altra umana; quella al di là del tempo, questa nel tempo.
E dopo avere ripreso la novità assolutamente straordinaria, ma divenuta credibile e incredibilmente creduta da tutti – che una vergine concepisse, partorisse e rimanesse vergine – Sant’Agostino spiega la “pari dignità” dell’uomo e della donna, superando ogni sessismo o superiorità dell’uomo sulla donna. Con la Sua venuta, il Signore, volle occuparsi, onorandoli, di ambedue i sessi: la natività del Signore è garanzia per ambedue a sperare nella salvezza.
La conclusione di questo paragrafo dedicato al Natale del Signore sul sesso maschile e il sesso femminile è di rara bellezza: Il sesso maschile è stato onorato nel corpo di Cristo, il sesso femminile è stato onorato nella madre di Cristo. La grazia di Gesù Cristo ha vinto l’astuzia del serpente.
Con Gesù, ricorda san Paolo a Tito, è apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini (Tt, 2, 11). Tutti gli uomini, ogni uomo e ogni donna, di ogni secolo, di ogni razza, cultura, religione e nazione.
Natale del Signore
(Discorso 190, 2.2)
Nella sua nascita Cristo onora l’uomo e la donna
Celebriamo in questo giorno, cristiani, non la sua nascita divina ma quella umana, con la quale si è fatto uguale a noi; perché per lui divenuto da invisibile visibile, noi potessimo, partendo dalle realtà visibili, giungere a quelle invisibili. Secondo la fede cattolica dobbiamo credere che due sono le nascite del Signore: una divina, l’altra umana; quella al di là del tempo, questa nel tempo. Però tutte e due mirabili: la prima senza necessità di madre, questa senza concorso di padre. Se non riusciamo a comprendere questa, come potremo parlare di quella divina (3)?
Chi potrebbe comprendere questa novità assolutamente straordinaria, inusitata, unica al mondo, incredibile ma divenuta credibile e incredibilmente creduta da tutti: che una vergine concepisse, una vergine partorisse e nel partorire rimanesse vergine? Ciò che la ragione umana non trova credibile l’accetta la fede; e dove vien meno la ragione umana lì avanza la fede. Chi oserà dire che il Verbo di Dio, per mezzo del quale sono state fatte tutte le cose (4), non avrebbe potuto formarsi un corpo anche senza una madre, come ha creato il primo uomo senza un padre e senza una madre? Ma poiché è lui che ha creato ambedue i sessi, quello maschile e quello femminile, nel nascere li volle onorare ambedue, perché è venuto per salvarli ambedue.
Ricordate certamente il racconto del peccato del primo uomo; il serpente non osò rivolgersi all’uomo, ma per ingannarlo si servì della donna. Passando attraverso la creatura più debole conquistò anche la più forte, penetrando nel cuore della donna riportò vittoria su ambedue. Perciò, affinché non facessimo ricadere sulla donna, come se fossimo mossi da giusto sdegno, la nostra morte, e affinché non pensassimo che la donna sia stata condannata senza possibilità di salvezza, il Signore, venendo a cercare ciò che era perduto (5), volle occuparsi, onorandoli, di ambedue i sessi, perché ambedue erano perduti. Perciò in nessuno dei due sessi dobbiamo fare ingiuria al Creatore: la natività del Signore è garanzia per ambedue a sperare nella salvezza. Il sesso maschile è stato onorato nel corpo di Cristo, il sesso femminile è stato onorato nella madre di Cristo. La grazia di Gesù Cristo ha vinto l’astuzia del serpente.
NOTE
3 – cf. Is 53, 8
4 – cf. Gv 1, 3
5 – cf. Lc 19, 10
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