“Senza vela la nave non va!”

6 MAGGIO, 2023

La preghiera della Beata Elena Guerra,
perché lo Spirito Santo soffi e ci conduca

È nota la mia “amicizia spirituale” con una religiosa che allo Spirito Santo ha dedicato pagine di rara bellezza e incisività, proprie di un mistico o di un dottore della Chiesa: è la Beata Elena Guerra (1835-1914), lucchese, fondatrice della Congregazione delle Suore Oblate dello Spirito Santo. San Giovanni XXIII la portò agli onori degli altari (nel 1959) con il titolo di apostola dello Spirito Santo.

La sua reliquia ha girato con me il mondo; il suo oroscopio universale (l’orologio che scandisce i quarti d’ora, per visualizzare l’adorazione perpetua nel “Cenacolo universale”) campeggia nella mia casa. Ho voluto che fosse Lei, con una sua preghiera, a concludere la mia meditazione alla Convocazione, prima che dessi inizio al Roveto Ardente di adorazione per chiedere a Dio consolazione, liberazione, guarigione.

Le parole di Elena sono davvero ispiranti: ci esortano a “prendere il largo”, a mettere in navigazione la nostra vita, ad andare avanti con fiducia nel vento dello Spirito Santo che soffia, che ci spinge, che conduce le nostre anime.

Corrispondenza alla grazia

Senza vela la nave non va!

La nave è l’anima nostra, e la vela è la volontà, che deve essere sempre spiegata e pronta a ricevere il vento favorevole delle ispirazioni della grazia, che la sospinge ed aiuta a navigare il tempestoso mare delle umane vicende, finché giunga felicemente al porto della salvezza.

Se la vela si serra, il vento non ha forza per spingere la nave, così pure se la volontà nostra si ripiega e raccoglie in se stessa, intenta solo a soddisfarsi, non è atta a ricevere gl’impulsi della grazia, e le soavi ispirazioni dello Spirito Santo.

Quante navi, o mio Dio, senza vela, o con la vela piegata! Meschine! Dopo essere state per qualche tempo giuoco dei flutti, resteranno poi preda di qualche tempesta.

Così avverrà anche all’anima mia se non spiega prontamente la mistica vela di una volontà pronta, generosa, risoluta e costante nel bene.

(in “Manoscritto III”)

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