Stabat Mater

24 FEBBRAIO, 2023

Pergolesi

Dal XIII secolo, la Chiesa ha avuto nella preghiera dello Stabat Mater (“Stava la Madre addolorata presso la Croce, in lacrime mentre pendeva il Figlio”, recita la traduzione della prima strofa della struggente preghiera a Maria) una delle forme più popolari e incisive per meditare la Passione di Cristo. Da Pierluigi da Palestrina, nel XVI secolo, al nostro contemporaneo Nicola Piovani, artisti di ogni genere si sono cimentati nella composizione musicale dello Stabat Mater.

Ho scelto uno degli esempi più riusciti, realizzato da un giovanissimo artista napoletano Giovanni Battista Draghi, detto Pergolesi, che completò la sua creazione musicale in punto di morte, all’età di 26 anni (nel 1736). Pergolesi ebbe, dunque, vita artistica assai breve, ma il suo genio e la sua straordinaria sensibilità lo resero celebre e imitato da tanti, a partire dall’impareggiabile Johann Sebastian Bach.

Tra le tante registrazioni e incisioni, possiamo qui ascoltarne una, d’annata, realizzata presso l’Abbazia di Ossiach (Austria) nel 1979. È, a mio giudizio, una delle più intense e riuscite del repertorio di Pergolesi. Tutti italiani i protagonisti di questo Stabat Mater, in 12 numeri (movimenti), per orchestra d’archi, basso continuo e voci di soprano e contralto: Claudio Abbado, Katia Ricciarelli, Lucia Valentini Terrani e i solisti dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano.

Il testo cantato, ovviamente, è in latino; è facile reperire una traduzione in italiano. Così come ho riportato, sopra, le parole della prima strofa, così, in conclusione, voglio richiamare le parole dell’ultima strofa di questa meravigliosa preghiera mariana, da ripetere e meditare nel tempo della prova e della sofferenza:“E quando il mio corpo morirà, fa’ che all’anima mia sia data la gloria del Paradiso. Amen”.

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