“Una stella brillò in cielo sopra tutte le altre stelle”
Ignazio di Antiochia
9 AGOSTO, 2024
Sant’Ignazio di Antiochia (35 circa – 107/108), convertito da san Giovanni evangelista – che da Gerusalemme, dopo la Pentecoste, si trasferì con la Madonna a Efeso, in Turchia – è tra i Padri Apostolici, primissimo Padre della Chiesa. Teologo, scrittore, martirizzato a Roma, Ignazio fu il secondo successore di san Pietro Papa come Vescovo di Antiochia.
Antiochia (detta “di Siria”, oggi Turchia, al tempo comprensiva di un territorio assai esteso, abbracciante diversi odierni Paesi del Medio Oriente) era per grandezza la terza città del mondo antico mediterraneo. Il primo Concilio Ecumenico di Nicea (325) riconobbe Antiochia come Sede di Patriarcato insieme a Roma e ad Alessandria d’Egitto.
Nella sua Lettera agli Efesini, la prima delle sette lettere scritte da Ignazio nel suo viaggio da Antiochia a Roma, Egli fa riferimento alla Madonna e all’incarnazione del Figlio. Ignazio considera questo fatto parte di “tre misteri di fama operati in silenzio da Dio e nascosti al principe di questo mondo”. Si tratta, come è facile cogliere, di un commento alla rivelazione di Giovanni nell’Apocalisse:
una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi
e, sul capo, una corona di dodici stelle”
Libro dell’Apocalisse 12, 1
Ed ecco il commento di Ignazio di Antiochia nella sua Lettera agli Efesini:
«Ora la verginità di Maria era nascosta al principe di questo mondo, come anche la sua prole, e la morte del Signore; tre misteri di fama, che sono stati operati in silenzio da Dio. Come, allora, si è manifestato al mondo? Una stella brillò in cielo sopra tutte le altre stelle, la cui luce era inesprimibile, mentre la sua novità colpì gli uomini con stupore. E tutte le altre stelle, con il sole e la luna, formavano un coro a questa stella, e la sua luce era straordinariamente grande sopra tutte loro. E c’era agitazione per la provenienza di questo nuovo spettacolo, così diverso da tutto il resto [nei cieli]. Quindi ogni sorta di magia fu distrutta e ogni vincolo di malvagità scomparve; l’ignoranza fu rimossa e l’antico regno abolito, Dio stesso si manifestò in forma umana per il rinnovamento della vita eterna».
Il silenzio di Dio, interrottosi con la venuta del Verbo – che si manifestò in forma umana per il rinnovamento della vita eterna – non sia mai il nostro tacere Dio e la Sua opera dinanzi agli uomini; non sia il nostro “oscurare la Stella”, Cristo, così che la novità del Cielo continui a colpire gli uomini con stupore e Maria, la donna vestita di sole, risplenda per noi come Madre, ricordandoci che siamo destinati all’eternità.
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