Venerdì Santo 2023 – Muore per vincere la morte: si spalanca l’eternità!

7 APRILE, 2023

«Gesù portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce» (1 Pt 2, 24).

Oggi facciamo memoria della passione e della morte di Gesù sulla croce.
Nessuno più di Gesù è titolato nel dire: “Ti amo da morire, da morire per te!”.
Ma morire davvero e con la morte più ignominiosa e violenta che si potesse augurare a un nemico.
E c’è di più: morire per i peccati altrui, per i nostri peccati.
Questa è la sconvolgente chiave di volta del Cristianesimo; è la vera, immensa regalità del Dio fatto uomo.
Osserviamo i salvatori umani: i filantropi e i benefattori di questo mondo al meglio si danno da fare per risolvere i problemi connessi alla vita terrena; dunque, a salvarci dalla povertà, dall’indigenza, dalle malattie, dalle ingiustizie, da tutto ciò che lede la dignità dell’uomo e lo rende infelice su questa terra.
Ma questo non è Gesù.
Gesù, con la Sua morte, viene a dirci che siamo fatti per il Cielo.
Salvando dai peccati, Lui salva dalla vera morte, alla quale nessun uomo potrà mai sottrarsi: la morte eterna.
«Gesù portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce» (1 Pt 2, 24).
Quando mai si è udito nulla di simile?
Morire per i peccati altrui. Lasciarsi inchiodare sulla croce con i miei, i nostri peccati per lasciarli lì, impotenti, morti su quel legno, per poi scendere dalla croce, vittorioso sulla morte, su ogni nostro punto di morte già scritto nel documento sfavorevole della nostra vita, per aprire all’umanità la sola possibilità di una vera vita, di una vita senza fine.
Ben lo riassume san Paolo quando scrive:
«Con Gesù Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti a causa dei peccati, perdonandoci tutte le colpe e annullando il documento scritto contro di noi che ci era contrario: lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce» (cf Col 2, 13-14).
La morte di Gesù vince la morte e ci spalanca la vita eterna!
“O corona di spine, che cingesti il capo di Gesù facendo sanguinare il Suo capo: ti contemplo, perché ora comprendo che i tuoi aculei erano i miei peccati!
O chiodi, che perforaste le mani e i piedi di Gesù crocifiggendolo al legno di morte: vi contemplo, perché ora comprendo che a ogni colpo di martello ero io a far soffrire fino alla morte Gesù!”.
Signore Gesù, con le stesse parole del Re Davide, anche io sinceramente voglio pregarti:

«Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.
Cancella tutte le mie colpe.
Rendimi la gioia di essere salvato,
Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza,
la mia lingua esalterà la tua giustizia» (Sal 50, 6.11.14.16).

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