11 FEBBRAIO, 2024
(Gen 2, 18)
Oggi, nel giorno della festa della Madonna di Lourdes – a cui tanti ammalati nel corpo e nello spirito ricorrono, per ottenere da Dio consolazione e guarigione – ci è dato di fermarci e di considerare “il valore della sofferenza”, la sua forza unitiva e salvifica.
Chi di noi vuole soffrire?
Chi di noi, dinanzi a una malattia, la propria o di una persona cara, non fa esperienza di una fragilità mai provata, di un dolore dell’anima mai sentito, di un’apertura nuova al mistero della vita?
Il dolore ci umanizza.
La sofferenza ci rende finalmente capaci di socializzare la nostra dignità umana e, in definitiva, ci rende persone migliori, specie siamo privati di quel bene incommensurabile che è la salute.
A tal proposito, il grande pensatore russo cristiano ortodosso Fëdor Dostoevskij si spinse ad affermare: “Per un dolore vero, sincero, anche gli imbecilli qualche volta sono diventati intelligenti!”.
Si avverte un grande bisogno di recuperare il vero concetto di “cura”.
Ora, se curare chi soffre spetta al personale medico e paramedico, prendersi cura è un impegno morale e sociale che spetta a ciascuno di noi: tutti siamo allo stesso tempo custodi del “ben-essere” dell’uomo.
Ma né curare, né prendersi cura saranno mai possibili se rimarremo estranei a un nuovo amore per l’uomo, per la nostra stessa umanità sempre più ferita da orgogli nazionalistici che generano nuove guerre, da interessi capitalistici che generano nuove povertà, dall’incapacità di vivere in società che genera nuove malattie.
Sì, un nuovo amore, che ci ponga in una vera e feconda relazione di prossimità con gli altri.
Quanto bisogno di guarigione hanno le nostre relazioni, in casa come in comunità, negli ambienti di lavoro come negli ambienti sociali!
Lo scrittore francese cattolico Georges Bernanos scrisse: “L’uomo può guarire da tutto, ma non dall’uomo”.
Inguaribile è il desiderio di comunione e di fraternità che è nell’uomo che soffre.
Inguaribile è la sete di guarigione che è nella persona malata.
Per la XXXII Giornata Mondiale del Malato, che oggi ricorre, Papa Francesco ci riporta alla notte dei tempi, al libro di Genesi, dove si ode la voce di Dio che sentenzia: “Non è bene che l’uomo sia solo” (Gen 2, 18).
È questa una Parola antica e mai caduta in disuso.
Una Parola capace di segnare anche i tempi moderni, allorquando siamo capaci di una pastorale della salute e di politiche socio-sanitarie a servizio dell’uomo, a servizio della sua sacra dignità umana: creato da Dio, l’uomo non può, non deve mai rimanere solo, specie quando soffre e ha bisogno di cura.
Oggi è anche il 40esimo anniversario della Lettera Apostolica Salvifici Doloris di san Giovanni Paolo II, “sul senso cristiano della sofferenza umana”.
Un documento prezioso, ancora oggi profetico, che lo stesso Papa Wojtyla avrebbe per primo incarnato lungo un Pontificato che è stato “icona della sofferenza”.
Scrive il Pontefice polacco nelle conclusioni della Salvifici Doloris: “La sofferenza certamente appartiene al mistero dell’uomo. Questo è il senso veramente soprannaturale ed insieme umano della sofferenza. È soprannaturale, perché si radica nel mistero divino della redenzione del mondo, ed è, altresì, profondamente umano, perché in esso l’uomo ritrova se stesso, la propria umanità, la propria dignità, la propria missione” (n. 31).
C’è una riserva di preghiera inesauribile nel mondo, che risana il cuore ferito della storia e che libera la Chiesa dall’individualismo proprio dello spirito del mondo: è l’intercessione di tutti i santi, di coloro che incessantemente pregano, sulla terra e in cielo.
È un esercito grande, smisurato di donne e di uomini, di bambini, giovani, adulti e anziani che sanno stare in relazione con Dio e con gli uomini mediante la preghiera, che non si arrendono e perseverano nell’intercessione.
Scrive, infatti, Giacomo, nella sua Lettera: “Pregate gli uni per gli altri per essere guariti. Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza” (Gc 5, 16).
La Madonna, Madre di preghiera, interceda con noi e per noi e, nel tempo della prova, ci aiuti a non rimanere mai soli e a non far rimanere mai solo chi ci sta accanto e chi a noi si farà prossimo.
Altri Articoli
𝐂𝐎𝐑𝐒𝐎 𝐝𝐢 𝐓𝐄𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐀 – 𝐀𝐏𝐄𝐑𝐓𝐎 𝐀 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐈 “𝑺𝒑𝒊𝒓𝒊𝒕𝒐 𝑺𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒆 𝑪𝒂𝒓𝒊𝒔𝒎𝒊”
𝐂𝐎𝐑𝐒𝐎 𝐝𝐢 𝐓𝐄𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐀 – 𝐀𝐏𝐄𝐑𝐓𝐎 𝐀 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐈 “𝑺𝒑𝒊𝒓𝒊𝒕𝒐 𝑺𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒆 𝑪𝒂𝒓𝒊𝒔𝒎𝒊” che si svolgerà presso l’𝐀𝐭𝐞𝐧𝐞𝐨 𝐏𝐨𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐨 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐧𝐚 𝐀𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨𝐥𝐨𝐫𝐮𝐦 (𝐀𝐏𝐑𝐀) 𝐢𝐧 𝐑𝐨𝐦𝐚, 𝟏𝟒 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 – 9 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔, 𝐀𝐧𝐧𝐨 𝐀𝐜𝐜𝐚𝐝𝐞𝐦𝐢𝐜𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟔–’𝟐𝟕.
Liberi e Forti: le parole hanno una patria, una storia, una verità
Liberi e Forti: le parole hanno una patria, una storia, una verità. L’Appello “Ai Liberi e Forti” di don Luigi Sturzo non è uno slogan da palco:
è un programma di coscienza. Dodici punti che ancora oggi ci interrogano.
Magnifica Humanitas cercasi! Giovani e Leadership di servizio
Giovedì 27 agosto, dalle ore 18.00 alle 20.00, prenderò parte al Web Meeting «e-LAB.ORA» promosso da AnimAzione


